
Gentili seguitori, gentili mangioni, gentili amici, gentili tutti,
solo noi non siamo stati gentili con voi e ce ne scusiamo, perché è quasi passato un anno, anzi forse lo abbiamo anche superato, dal nostro ultimo slancio culinario.
No, non abbiamo smesso di mangiare.
No, non siamo a dieta (vade retro).
No, non siamo morti.
Siamo solo ufficialmente giovani laureati.
Immagino che tutti capiate la difficoltà di questa fase di transizione, o transazione che male non farebbe in realtà. Sono stati mesi difficili, in cui ognuno di noi ha pregato di svegliarsi al primo anno di Università e ricominciare. Ri-ricominciare. Iscriverci a medicina, così avremmo ancora almeno 11 anni davanti. Insomma, non ci andava proprio di diventare grandi. Ma sembra proprio che l’Unife non ci volesse più, perciò abbiamo raccolto le nostre ultime energie e ci siamo laureati.
Dopo, l’oblio.
Chi è fuggito in paesi scandinavi alla ricerca di nuove esperienze, altri sono finiti in Libano a giocare con i bambini, altri si sono dati alle arti. Insomma tutto, ma architetti non ci piace proprio. Inevitabile rigetto dopo mesi e mesi e anni e anni e giorni e giorni di lavoro. Una meritata pausa di qualche mese per capire cosa fare da grandi.
Lo abbiamo davvero capito? Beh non ancora, ma qualche passo in avanti lo abbiamo fatto.
Ricapitoliamo dove sono finiti i nostri eroi.
Enrico, dopo aver postposto le sue scelte oltre la siepe, si ritrova, ancora non sa come ne perché, nella terra delle due aquile per svolgere l’attività di ricercatore. Cosa ricerca? Probabilmente nuove ricette da racchiudere in un libro “Sapori mediterranei, l’evoluzione culinaria nei paesi fratelli”, oppure un dottorato in paesaggio e cooperazione. A voi la scelta.
Angela, un’estate a dipingere, seguendo nuove direzioni e flussi. Ha a lungo riflettuto, lottato per seguire la sua voglia di tornare nella amata Puglia o rimanere nella nuova casa emiliana. Ha trovato un compromesso e con tante nottate in treno, ora lavora in uno studio nella città dei mattoni, che le è rimasta nel cuore.
Claudia, la prima a fuggire la quotidianità ferrarese, corre nella danese Aarhus per inseguire il suo sogno di architetta. Una estate al mare e poi cambio. Un piccolo studio, poco conosciuto e mai visto in nessuna rivista di architettura la accoglie. Insomma si prepara a mantenerci tutti, ma in fondo era il nostro piano fin dagli antipasti. ECDM.
Galla, detta Giulia, sogna Berlino, poi Comacchio, poi si riposa un po’. Trascorre una primavera in compagnia di amici ed esperienze lavorative terribili, cosa che la spinge a prendersi un periodo ancora più lungo di riflessione. Ma ora si firma Arch.Galli in un noto studio ferrarese, dove lavora con la passione che da sempre la caratterizza.
Lorenzo, tra un falafel e del tabulè, supera l’estate quasi incolume. Lotta tra sogni e realtà, perché tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare (citando la sua cantante preferita). A dicembre riceve la notizia che gli sconvolge i piani, la cosiddetta “svolta”. Vince un concorso internazionale di progettazione e sta organizzando i lavori per la realizzazione del suo centro culturale in un villaggio dell’entroterra del Ghana. Non fate i timidi e controllate dov’è su googlemaps.
Lucrezia, salmon-addicted, non resiste al richiamo scandinavo e torna subito nella terra del pesce rosa. Lavora in uno studio dove il caffè si fa con una app per Iphone e realizza così il suo sogno di vita reale-virtuale perfettamente circondata da biondi scultorei architetti.
E ora cosa succederà al loro sogno comune?
Cosa ne sarà di quelcheinfrigo?
Rimarrà uno dei loro modi per dirsi che si vogliono bene.
L’amicizia è anche cibo, perché ricordate che mangiare è bello, ma in compagnia è meglio.
Ps. Avremmo potuto mettere una foto più bella vero, ma Lorenzo ha deciso di laurearsi nella sessione precedente agli altri cinque, perciò abbiamo realizzato un fantastico e realistico fotomontaggio per dimostrare a tutti le nostre capacità grafiche. E ciao, il forno è acceso e pieno!
A presto,
il team di quelcheinfrigo